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Premio Lamberto Perugia

Vincitore Premio Lamberto Perugia 2018

Dott. Filippo Familiari

Titolo del Progetto di Ricerca: Risultati clinico-radiografici a medio termine dell’InSpace Balloon nel trattamento delle lesioni massive della cuffia dei rotatori

Vincitore Premio Lamberto Perugia 2017

Dott. Alessandro Cappellari

Titolo del progetto di ricerca: La ricostruzione protesica dell’omero prossimale nelle revisioni chirurgiche e nelle patologie tumorali 

Nell’ambito della borsa di studio “Lamberto Perugia” e per svolgere il progetto di ricerca da me presentato, ho trascorso un periodo di tre settimane presso la prestigiosa University of Florida, in particolare nell’unità di Hand and Upper Extremity diretta dal Prof. T. W. Wright. Durante il mio periodo di frequenza ho avuto l’occasione di osservare e di partecipare a numerosi interventi di alto livello nell’ambito della chirurgia protesica di spalla, comprese numerose revisioni, sia per infezioni che per fallimenti di protesi anatomiche (evenienza sempre più rara in Italia vista la tendenza attuale di impiantare più frequentemente protesi inverse). In particolare ho avuto la fortuna di assistere alla sperimentazione della “navigazione computerizzata” per l’impianto della componente glenoidea; questa tecnologia, ancora non presente in commercio in Europa, permette il posizionamento delle viti del metal back in maniera molto precisa. Il chirurgo, grazie alla presenza di uno schermo che interagisce con i sensori posti sia su bone marks che sulla strumentazione, ha la possibilità di vedere in tempo reale sulle scansioni TC dove vengono posizionate le viti nella glena. Questo si traduce in una maggiore precisione rispetto al posizionamento “a mano libera”, con in conseguenza una maggiore lunghezza media delle viti. È intuibile come ciò possa essere di estrema utilità nei casi di glene con deficit di bone stock. Inoltre, ho potuto confrontarmi con il Professor Wright e la sua equipe, sull’uso delle megaprotesi nei casi di revisione complessa, essendo loro un centro di riferimento per tutto il nord della Florida, parte della Georgia e dell’Alabama. Particolarmente interessante è stato osservare da vicino la gestione post-operatoria dei pazienti; i pazienti sono affidati in prima istanza ad una unità di fisioterapisti, specializzati nel recupero funzionale dopo patologie dell’arto superiore, che si occupano della gestione e della stesura di un adeguato programma riabilitativo. Durante il follow up si ha la raccolta sistematica di tutti gli score funzionali specifici, anche nell’ottica di futuri lavori scientifici. Molto utile per la mia crescita professionale è stato anche raffrontarmi con un ambiente lavorativo diverso, con un background differente dal mio, potendo discutere liberamente delle indicazioni alla base dei vari percorsi diagnostico-terapeutici, sia conservativi che chirurgici, ampliando così i miei orizzonti. Non strettamente legato al core del mio progetto di ricerca, ma estremamente interessante, è stata la possibilità di assistere sia all’attività ambulatoriale sia a quella chirurgica nell’ambito della Sport Medicine: ho assistito al trattamento di lesioni di traumatologia sportiva in atleti universitari di alto livello (baseball, football e basketball) destinati alla carriera professionistica e che pertanto hanno esigenze particolari, compreso il timing di un eventuale intervento chirurgico. Concludendo, questa esperienza mi ha permesso di porre le basi per la costruzione di un rapporto con una equipe di alto livello, di assistere a chirurgia all’avanguardia della spalla e di ampliare le mie conoscenze, grazie alle discussioni costruttive e al confronto di opinioni.

Young Forum

Young Focus: Instabilità gleno omerale posteriore

di Vittorio Candela - Sapienza, Università di Roma -Istituto Chirurgico Ortopedico Traumatologico (ICOT), Latina

Young Focus: Pasta Lesion

di M. Calò - Reparto di ortopedia e traumatologia, A.O.U San Luigi Gonzaga, Orbassano

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