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Fellowship SECEC/ESSSE - INTRA EUROPEAN 2009

7 giugno - 3 luglio 2009

 

Diario della SECEC/ESSE IntraEuropean Fellowship

Fellows: G. Delle ROse (Milano-Italy), C. Bartl (Berlin-Germany)

Il nostro viaggio comincia ad Innsbruck in visita presso Marcus Wambacher e Franz Kralinger. Abbiamo trascorso 2 giorni e mezzo in una cittá di indubbia bellezza che presenta un trauma center molto ben organizzato con un dipartimento di notevoli dimensioni. Abbiamo suddiviso gli impegni giornalieri tra la sala operatoria, l’ambulatorio ed un cadaver lab perfettamente organizzato (quest’ultima si é rivelata un’esperienza molto utile ed indimenticabile). Non dimenticheremo mai la gita sui monti che circondano la città e la cena in un tipico ristorante tirolese nonché a casa di Wambacher dove abbiamo potuto apprezzare il calore dell’ospitalità dimostrato dal nostro ospite.

 

 

La seconda tappa ci ha portato a Berna al Lindenhofspital dove abbiamo apprezzato la cordialità del prof Ralph Hertel. Abbiamo trascorso il primo giorno in sala operatoria discutendo di casi clinici molto interessanti ed abbiamo assistito all’esecuzione di un intervento chirurgico molto difficoltoso in una paziente plurioperata. Il particolare abbigliamento della sala operatoria ci ha inevitabilmente indirizzato in alcune discussioni sull’importanza della sterilitá nella chirurgia ortopedica.
Il secondo giorno l’abbiamo trascorso in ambulatorio. Si commenta da sola l’indiscutibile utilità dei controlli post-operatori e delle prime visite al fianco di un chirurgo esperto. Infine, abbiamo trascorso una incantevole serata in un tipico ristorante svizzero nel cuore della città vecchia di Berna.

 

 

 

Raggiungiamo in treno la nostra terza meta: Zurigo. Trascorriamo la nostra prima serata in compagnia di Bernhard Jost in un ristorante situato nei pressi dell’albergo. Alle 7.00 del mattino seguente veniamo invitati a presentarci all’intero staff dell’Uniklinik Balgrist diretta dal prof. Christian Gerber. Trascorriamo quindi la mattina visitando la clinica: il laboratorio di biomeccanica e la sezione di sperimentazione su animali. L’esperienza chirurgica e di ambulatorio non poteva che risultare più che interessante visto il numero incredibile di casi complessi che vengono affrontati giornalmente. E’ stato per noi fonte di grande orgoglio partecipare allo “scientific meeting” organizzato in nostro onore. I temi in discussione sono stati di notevole rilevanza scientifica e per noi fellows una gradita sorpresa poter incontrare il prof. Uthoff.
La cena finale è stata caratterizzata da un piacevole clima informale e dalla notevole competenza in campo enologico dimostrata dal Prof. Gerber.

 

 

 

 

Arriviamo quindi alla nostra quarta tappa: Amsterdam; ospedale OLVG unità di ortopedia e traumatologia diretta dal presidente della società Jaap Willems. Con grande piacere incontriamo Jaap Willems all’aeroporto. La nostra esperienza in Olanda è stata focalizzata soprattutto in sala operatoria. Abbiamo direttamente partecipato ad artroscopie di gomito e spalla e casi difficili di revisioni di artroprotesi. Non poteva mancare anche in questo caso la discussione nella sessione scientifica con tutto lo staff. Il tempo libero è stato organizzato con cura ed attenzione: indimenticabili infatti sono state la cena in un ottimo ristorante italiano e le gite a Volendam nonché la grigliata sulla spiaggia al sailing club degustando il tipico barbecue olandese.

 

 

 

 

Annecy è il teatro della nostra quinta fermata. L’ospedale è la “Clinque General” dove incontriamo Laurent Lafosse. I nostri 3 giorni trascorrono osservando tutto ciò che “può essere operato in artroscopia” ed anche di più. Casi difficili, inusuali, vengono anche qui affrontati con notevole naturalezza: abbiamo potuto apprendere numerosi “tip and tricks” nell’artroscopia di spalla. L’intervento che più ci ha impressionato è la famosa stabilizzazione secondo Latarjet –Patte tutta artroscopica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Sesta fermata: Barcellona. Città che non ha bisogno di presentazioni né di commenti. Ospedale: “Ospital del Mar” centro di chirurgia della spalla diretto da Carlos Torrens. Fernando Santana è stato il nostro gradito accompagnatore in tutti i 3 giorni. In questa tappa desideriamo sottolineare soprattutto il grande senso di ospitalità dimostrato: cene indimenticabili così come le nightlights di Barcellona e gradito (nonché, a questo punto del viaggio necessario) momento di relax in spiaggia. Ma il soggiorno non è stato soltanto rilassante: la nostra esperienza professionale si è svolta in prevalenza in sala operatoria in cui abbiamo attivamente partecipato a casi di chirurgia protesica. Molto stimolante infine è risultato il dibattito durante la riunione scientifica.

 

 

 

 

 

 

Raggiungiamo l’Inghilterra per la nostra settima e penultima tappa. All’aeroporto di Birmingham veniamo cordialmente ricevuti dal prof. W. A. Wallace. A bordo della sua vettura raggiungiamo il cottage in cui risiede e conosciamo la moglie Jackie. Trascorriamo un rilassante pomeriggio bevendo birra e discutendo di spalla. Il giorno seguente incontriamo L. Neumann at Queen’s Medical Centre, Notthingam University. Trascorriamo indubbiamente 4 giorni indimenticabili: a bordo della narrow boat di Wallace respiriamo l’atmosfera della tipica vita rurale inglese e il tempo trascorso navigando nei canali inglesi sembra fermarsi. L’esperienza professionale si estrinseca soprattutto in sala operatoria. Anche in qui, come nelle precedenti tappe, viene organizzato un meeting scientifico molto interessante e stimolante. La nostra ultima cena sul suolo inglese la trascorriamo presso l’abitazione di L. Neumann. E’ stato piacevole e divertente giocare a crocket nel giardino e degustare un’ottima cena accompagnata da buon vino italiano.

 

 

 


L’ultima tappa di questo indimenticabile ed impegnativo viaggio ci vede raggiungere la città di Nizza. All’”Hopital L’Archet 2” assistiamo immediatamente all’attività chirurgica del prof P. Boileau. Sfortunatamente, contrariamente a quanto programmato, impegni improvvisi del prof. Boileau non ci hanno permesso di trascorrere più di un giorno in questa sede. L’esperienza chirurgica è stata equamente distribuita tra la chirurgia a cielo aperto e quella artroscopica. Particolarmente interessante si è rivelata la stabilizzazione secondo Latarjet-Bristow in artroscopia.


TAKE HOME MESSAGE

Quest’esperienza è unica, irripetibile, impagabile. Un’occasione per compiere un viaggio nella chirurgia della spalla attraverso i suoi protagonisti. La nostra considerazione più frequente durante questo viaggio, che è certo stato anche faticoso ed impegnativo, è stata quella di potersi sentire “parte della grande famiglia”. Ecco, questa è secondo noi l’esperienza più bella: il poter vivere dall’interno la pratica quotidiana dei protagonisti.
Invitiamo tutti i giovani chirurghi della spalla ad inviare le domande per poter partecipare a questa fantastica esperienza.

 

 

 

 

 


 

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