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Fellowship SECEC/ESSSE - JSS 2007

7 ottobre 2007

Diario della SECEC European-Japanese Travelling Fellowship 2007

Una grande esperienza di vita
Fellows: Raffaele Garofalo (Bari-Italy), Nicole Pouliart (Brussel-Belgium)

Il nostro viaggio è iniziato il 7 Ottobre 2007 quando siamo arrivati all’aeroporto di Tokyo-Narita. L’accoglienza dei colleghi giapponesi è stata fin dal primo momento estremamente calorosa e questa loro estrema attenzione verso l’ospite ritenuto sacro è stato il motivo ricorrente di tutto il nostro viaggio. Abbiamo avuto modo di visitare tutti gli angoli dell’isola giapponese da sud a nord e sperimentato la cultura di un popolo affascinante.
Il primo posto che abbiamo avuto modo di visitare è stata l’unità di chirurgia della spalla dell’Università di Gumma. In ogni posto che abbiamo visitato l’esperienza piu’ entusiasmante è stata quella degli incontri scientifici serali durante I quali ciascuno di noi presentava le ricerche scientifiche gia pubblicate o in corso che erano oggetto di discussione scientifiche ad alto livello oltre che di spunti di riflessione. Le discussioni erano seguite da cene presso ristoranti giapponesi. Gia durante il nostro soggiorno a Gumma abbiamo avuto l’occasione di sperimentare la cucina giapponese, tuttavia va detto che I giapponesi adorano la cucina italiana e soprattutto ci sono molti ristoranti in grado di cucinare italiano ad un livello assai buono. Il soggiorno presso l’università di Gumma ci ha dato anche la possibilità di visitare delle sale operatorie ipertecnologiche. In particolare vi è la possibilità per I visitatori di poter seguire da “vicino” tutti gli interventi chirurgici in quanto le scialitiche sono munite di telecamere che trasmettono l’intervento in real time su 2-3 monitors diversi presenti in sala operatoria. Uno degli argomenti piu’ dibattuti durante tale soggiorno è stata la riparazione della cuffia dei rotatori. I chirurghi giapponesi infatti subiscono molto l’influenza degli americani, inoltre tutti i loro corsi di formazione compresi i cadaver lab li fanno negli stati Uniti. Quindi la tendenza a riparare le cuffie con le tecniche double rows è enorme. Noi dal canto nostro difendevano l’idea di riparare le cuffie in single row laddove possible, anche perchè la maggior parte delle lesioni mal si prestano alla riparazione double row. Inoltre, va detto che in Giappone il sistema sanitario è tutto basato sulle assicurazioni e quindi dal punto di vista economico non vi sono gli stessi problemi che abbiamo attualmente in Italia e in alcune parti d’Europa ad effettuare certi tipi di interventi chirurgici.
Da Gumma ci siamo spostati quindi ad Utsunomiya. Durante tutti I nostri spostamenti abbiamo sempre avuto un collega giapponese che si spostava con noi in modo da non farci perdere. Questo primo spostamento ci ha dato l’opportunità di sperimentare l’ebbrezza dello shinkansen, il treno superveloce giapponese. Ad Utsunomiya si teneva il congresso della società giapponese di chirurgia della spalla. Noi, in qualità di Europei, insieme a Pascal Boileau eravano gli speaker invitati. Durante tale congresso abbiamo avuto la possibilità di un grande scambio culturale con le personalità storiche della chirugia della spalla giapponese, da Takagishi a Fukuda. E’ stato estremamente interessante notare come una grande percentuale di anziani chirurghi osteggiava quasi le idee dei giovani riguardo le tecniche chirurgiche artroscopiche, ritenendo che I risultati che la chirurgia a cielo aperto aveva mostrato in passato fossero sufficienti a far comprendere che quella era la linea da seguire e non vi era molto senso nel dover cambiare tali tecniche.
Da Utsunomiya, prendendo un altro shinkansen, ci siamo spostati ad Osaka. Qui siamo stati ospiti del dr Yoneda. Durante questo soggiorno abbiamo avuto modo di seguire una riparazione artroscopica per un’instabilità anteriore di spalla con la tecnica DAFF messa a punto e pubblicata dal dr Yoneda. Lo scopo di questa tecnica, molto interessante, è quello di aumentare il footprint anteromediale del complesso capsulolabrale a livello del collo della scapola e del bordo della glena. Un’altro aspetto molto interessante che abbiamo potuto osservare presso l’Università di Osaka è stato il modello cinematico della spalla in 2D e 3D basato sulle immagini radiologiche messo a punto dal prof Sugamoto, una vera evoluzione dal punto di vista dell’elettronica. Ma Osaka è stata per noi anche una grande occasione di scoprire la cultura giapponese dal punto di vista religioso con le visite a Kyoto e Nara dove abbiamo potuto visitare il tempio del grande Buddha. La vita serale di Osaka con I suoi otttimi ristoranti italiani è stato un altro modo di rendere il soggiorno in questa città indimenticabile.
Il nostro viaggio è continuato ad abbiamo visitato l’ospedale del dr Nobuhara, l’uomo che per primo ha pubblicato degli studi che riguardano le patologie dell’intervallo dei rotatori e del recesso sottoscapolare. Una sede ospedaliera particolarmente interessante con 100 posti letto tra ortopedia e riabilitazione dove abbiamo notato il forte contrasto tra un laboratorio di biomeccanica all’avanguardia che si fregia della collaborazione con alcune delle più importanti università americane ed un sistema di chirurgia assolutamente tradizionale e una riabilitazione assai curiosa per quanto attiene alla riparazione della cuffia dei rotatori. In particolare nel decorso postoperatorio I pazienti portavano per 4 settimane la mano del braccio operato in una fessura di un berretto in modo da mantenere il braccio in abduzione. Tale posizione serviva a scaricare le tensioni sulla cuffia operata in modo da aiutare teoricamente la guarigione.
In seguito siamo stati ospitati dal dr Shibata all’università di Fukuoka. Quella di Fukuoka è una delle Università più ricche e meglio organizzate del Giappone, almeno per quello che abbiamo potuto visitare. Una delle cose più interessanti a parte la vita notturna, I giardini e I sushi che vengono preparati in questa città, è stato vedere la tecnica utilizzata per fare diagnosi della sindrome dello stretto toracico superiore. Infatti nei casi dubbi, gli ortopedici eseguono una neurografia del plesso brachiale, quindi il paziente mette l’arto affetto dalla sindrome in posizione di abduzione ed extrarotazione e sotto controllo scopico si evidenzia l’eventuale sede di intrappolamento.
Il nostro viaggio è continuato alla volta di Kumamoto, dove siamo stati ospiti di Junji Ide. Per l’occasione il prof Ide e il dr Kataoka hanno preparato un meeting dove sono convenuti diversi ortopedici della regione per discutere di temi sulla chirurgia della spalla. In particolare si è discusso sulla necessità di avere una strumentazione adeguata per poter misurare in maniera oggettiva il danno nelle lesioni parziali di cuffia, vista l’estrema variabilità dello spessore dei tendini della cuffia. Inoltre Ide ci ha mostrato, in quell’occasione, i dati del suo interessante studio sulla riparazione artroscopica del sottoscapolare.
Il week-end trascorso in questa regione è stato uno dei più bei ricordi che conserviamo del nostro viaggio in Giappone. A parte il rapporto umano e scientifico instaurato con Ide, ci ha fornito l’occasione di passare due giorni in un tradizionale resort giapponese nel parco nazionale ai piedi della regione vulcanica del monte Aso.
Lasciato il caldo della regione di Kumamoto, abbiamo quindi ripreso il nostro viaggio verso nord, ed siamo arrivati alla Tohoku University in Sendai dove il centro della chirurgia della spalla è diretta dal prof. Itoi. Siamo stati estremamente felici di aver avuto l’opportunità di trascorrere qualche giorno con una delle persone che con I suoi studi continua a fare la storia della chirurgia della spalla. Il Prof Itoi ci ha permesso di discutere con lui il trattamento chirurgico delle discinesie scapolari gravi associate a scapola alata, legate ai deficit del muscolo trapezio e del dentato anteriore. Inoltre, il prof Itoi ci ha fatto visitare I suoi laboratori di biomeccanica ed i laboratori animali. In particolare abbiamo preso visione di un nuovo modello sperimentale di ricerca sulla spalla rigida sperimentato sui ratti che ormai dopo ripetute modifiche inizia a mostrare una compatibilità istologica con la capsulite adesiva dell’uomo.
Il nostro viaggio verso nord ci ha portato quindi nella città di Yamadera, sito culturale famosissimo nel Giappone. Questa è la regione dei templi che hanno la caratteristica di essere stati costruiti sulle pareti di una montagna. Vi è qui la scalinata dei 1100 gradini, tanti infatti bisogna salirne per arrivare all’ultimo tempio, costruito sul punto più alto della montagna dal quale è possibile ammirare tutta la stupenda valle di Yamadera.
Siamo stati in seguito ospiti del centro di traumatologia dello sport di Hirosaki. Questa è stata l’occasione per conoscere un team di giovani chirurghi molto affiatati e molto preparati. Durante tale soggiorno abbiamo avuto l’occasione di discutere sulle diverse opzioni non protesiche per il trattamento dell’artrosi gleno-omerale del giovane e sulle diverse opzioni di trattamento delle lussazioni acromionclaveari. Inoltre

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I giovani chirurghi presi dall’entusiasmo della riparazione della rottura della cuffia dei rotatori con le tecniche in double rows, ci hanno mostrato qualche futuristica idea di riparazione triple rows che a noi sono sembrate, allo stato attuale, eccessive. Durante tale soggiorno abbiamo visitato il famoso castello dei samurai di Hirosaki.
Lasciati quindi Hirosaki ed i suoi meravigliosi colori autunnali rosso e arancio, siamo volati alla volta di Sapporo, nell’isola di Hokkaido, che ha rappresentato l’ultimo passaggio della nostra fellowship. In questa sede abbiamo potuto visitare il museo dei giochi olimpici invernali di Sapporo e ci siamo divertiti provando I vari simulatori di discipline di sci nordico e alpino. Nei giorni seguenti abbiamo avuto la possibilità di visitare un’altra meravigliosa università quella di Hokkaido. Nella città di Sapporo abbiamo avuto la possibilità di visitare diversi chirurghi. In particolare siamo stati ospiti del giovane Prof Fukuda, il quale ci ha mostrato diversi casi clinici d trattamento di sutura della cuffia dei rotatori a cielo aperto e con osteotomia dell’acromion. Egli ci ha mostrato, inoltre, la sua esperienza decennale in questo tipo di chirurgia mostrandoci degli ottimi risultati
Nei giorni seguenti fummo ospiti del dr Suenaga. All’università di Hokkaido abbiamo seguito dei meeting mattutini prima di andare in sala operatoria. In particolare I biologi dell’Università ci hanno mostrato i risultati delle ricerche che conducono ormai da anni nella sperimentazione e identificazione di una membrana biologica ottimale che possa essere utilizzata nelle riparazioni tendinee. Riguardo la chirurgia, è stato molto interessante vedere il trattamento chirurgico delle artropatie da rottura massiva della cuffia dei rotatori, infatti in Giappone ad oggi non è stata ancora approvato l’utilizzo delle protesi inverse. L’idea da loro utilizzata è quella di usare delle protesi con teste omerali sottodimensionate e quindi cercare di reinserire ”in ogni modo “ la cuffia residua.
Gli ultimi giorni siamo stati ospiti del dr Okamura con il quale abbiamo potuto seguire alcuni interventi artroscopici della spalla, e discutere circa la eziopatogenesi ed il trattamento della lesione di Bennett.
Abbiamo quindi lasciato lentamente la regione dei laghi e dei vulcani quando ormai era pieno inverno e la temperatura era diventata polare.
Il tempo del ritorno a casa era arrivato.
Ci resta ancora oggi il meraviglioso ricordo di un’esperienza fantastica dal punto di vista scientifico, culturale e umano oltre che dei contatti e delle amicizie che ci accompagneranno per tutta la vita.

Raffaele Garofalo
Ospedale "F. Miulli", Acquaviva delle Fonti (BA)

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